Report. Attacco dei coloni ai palestinesi in Cisgiordania

A cura della Dott.ssa Valentina Spata

Foto di RSI – foto generica di Keystone

1. Introduzione

Negli ultimi anni, la Cisgiordania è stata teatro di crescenti episodi di violenza da parte dei coloni israeliani nei confronti della popolazione palestinese. Questi attacchi, spesso coordinati o tollerati dalle autorità israeliane, mirano a consolidare la presenza degli insediamenti e a limitare l’accesso dei palestinesi alle proprie terre.

Il presente report si propone di documentare gli episodi più significativi, analizzare le dinamiche di responsabilità e impunità, e valutare le conseguenze sul piano sociale, economico, psicologico e politico, fornendo raccomandazioni per la tutela dei diritti umani.


2. Contesto storico e politico

2.1 Gli insediamenti e la Cisgiordania

  • La Cisgiordania è occupata da Israele dal 1967, con numerosi insediamenti illegali secondo il diritto internazionale (Convenzione di Ginevra IV, art. 49).
  • Gli insediamenti sono spesso accompagnati da una presenza militare israeliana, che fornisce protezione ai coloni e limita la mobilità dei palestinesi.
  • L’espansione degli insediamenti è vista come strategia di “fatti compiuti” per modificare la demografia e consolidare il controllo territoriale.

2.2 Dinamiche della violenza dei coloni

  • Gli attacchi non sono casuali, ma spesso mirano a contadini, scuole, uliveti e comunità vulnerabili.
  • Secondo osservatori, vi è una logica di terrore quotidiano, volta a scoraggiare la permanenza dei palestinesi nelle aree più strategiche.

3. Dati numerici e tendenze

Secondo fonti indipendenti aggiornate al 2025:

  • Dal 7 ottobre 2023, registrati 38.359 attacchi in Cisgiordania (coloni + IDF).
  • Di questi, 7.154 attacchi attribuiti ai coloni, con aumento costante negli ultimi 12 mesi.
  • Distruzione o danneggiamento di circa 37.237 ulivi, simbolo dell’economia agricola palestinese.
  • Zone più colpite: Hebron, Ramallah, Nablus, Susya e Atara.
  • Solo a ottobre 2025, rilevati 126 attacchi contro contadini palestinesi, con almeno 174 feriti.

4. Tipologie e modalità degli attacchi

  1. Aggressioni fisiche: pestaggi, ferimenti e, in casi estremi, omicidi di civili palestinesi.
  2. Danni materiali: incendi di case, veicoli, moschee e scuole.
  3. Danneggiamento di coltivazioni: uliveti, vigneti e campi agricoli, con perdita economica diretta e minore autosufficienza alimentare.
  4. Restrizioni alla mobilità: blocchi stradali, check-point militari, impedimenti all’accesso ai terreni.
  5. Terrorismo psicologico: intimidazioni, minacce, vandalismi, rumori notturni e sorvolo di droni o elicotteri.

Esempio: nel villaggio di Susya, coloni hanno lanciato molotov contro case e veicoli, provocando feriti e danni materiali ingenti.


5. Responsabilità, impunità e ruolo delle autorità

  • Polizia e Shin Bet: spesso accusati di non intervenire efficacemente, chiudendo un occhio per motivi politici.
  • Esercito israeliano (IDF): la protezione dei coloni prevale talvolta sulla tutela dei civili palestinesi.
  • Sistema giudiziario: processi per aggressioni dei coloni raramente conducono a condanne, alimentando il senso di impunità.

6. Conseguenze per la popolazione palestinese

6.1 Sociali e psicologiche

  • Trauma collettivo e ansia diffusa.
  • Sfollamento forzato e perdita del senso di sicurezza.
  • Interruzione della vita scolastica e sociale dei bambini.

6.2 Economiche

  • Perdita di raccolto e di uliveti (reddito principale delle famiglie).
  • Distruzione di veicoli agricoli e attrezzature.
  • Aumento della povertà e della dipendenza dagli aiuti umanitari.

6.3 Legali e diritti umani

  • Violazioni del diritto internazionale e dei diritti civili: diritto alla vita, alla proprietà, alla sicurezza personale.
  • Limitazioni alla libertà di movimento e alla partecipazione sociale.

7. Analisi politica e strategica

  • Gli attacchi mirano a espandere la presenza territoriale israeliana e consolidare gli insediamenti illegali.
  • L’impunità favorisce l’incremento delle aggressioni, creando un circolo di violenza.
  • La comunità internazionale condanna gli insediamenti, ma la pressione diplomatica è spesso insufficiente a fermare gli attacchi.
  • I palestinesi rimangono isolati politicamente e militarmente, con scarse possibilità di difesa autonoma.

8. Casi emblematici e testimonianze

  • Raccolta delle olive: contadini impediti nella raccolta, ulivi abbattuti, danni economici significativi.
  • Villaggi di Susya e Atara: aggressioni fisiche e incendi dolosi.
  • Attivisti palestinesi: episodi di intimidazione e aggressioni mirate.

9. Contesto legale internazionale

  • Convenzione di Ginevra IV (art. 49): proibizione di trasferimento della popolazione occupante nei territori occupati.
  • Risoluzioni ONU (242, 338, 2334) condannano gli insediamenti e la violenza contro civili.
  • Il diritto internazionale riconosce ai palestinesi il diritto alla proprietà, alla sicurezza e alla protezione dai crimini di guerra.

10. Proposte di intervento / raccomandazioni

  1. Monitoraggio costante e raccolta dati da parte dell’OIDU e partner locali.
  2. Pubblicazione di report periodici e diffusione internazionale dei dati.
  3. Protezione civile durante le attività agricole sensibili.
  4. Azioni legali e pressione diplomatica su Israele per garantire giustizia.
  5. Supporto psicologico ed economico alle comunità colpite.

11. Conclusioni

Gli attacchi dei coloni in Cisgiordania rappresentano una forma sistematica di violenza e oppressione contro i palestinesi. I dati indicano un aumento degli episodi, una chiara impunità e danni significativi sul piano umano, economico e psicologico.

L’Osservatorio ribadisce la necessità di un monitoraggio rigoroso, di interventi di protezione, e di pressione internazionale per tutelare i diritti umani dei palestinesi e garantire responsabilità per le aggressioni.