Fatima Ali Raza -Referente dell’Osservatorio Internazionale per i Diritti Umani in Afghanistan ci racconta i danni del terremoto dopo aver sentito la Presidente, Dott.ssa Valentina Spata
Nelle prime ore della giornata un violento terremoto di magnitudo 6,3 ha scosso il nord dell’Afghanistan. L’epicentro è stato registrato nella zona del distretto di Khulm, nella provincia di Samangan, e la scossa è stata avvertita in diverse province settentrionali e centrali: tra queste, Balkh (in particolare la città di Mazar‑i‑Sharif), Samangan, Sar‑e‑Pul, Jawzjan, Baghlan e parti della provincia di Kunduz.
In molte località rurali, le abitazioni costruite in fango o mattoni tradizionali si sono parzialmente o completamente sbriciolate, lasciando migliaia di persone senza tetto e in condizioni di estrema vulnerabilità. Secondo i dati preliminari delle autorità sanitarie e degli enti di protezione civile locali, si contano almeno 20 morti e diverse centinaia di feriti — con cifre che potrebbero aumentare man mano che le operazioni di soccorso raggiungono zone remote.
Tra i danni più emblematici figura anche il danneggiamento del complesso della Blue Mosque a Mazar-i-Sharif, uno dei luoghi sacri più venerati del Paese, la cui struttura ha subito lesioni nella muratura esterna a conferma dell’intensità della scossa.
In questo momento di profonda sofferenza – dichiara Fatima -il nostro pensiero va alle vittime e a chi lotta per sopravvivere.
Nelle prime ore del mattino la Presidente dell’Osservatorio, Valentina Spata, ha contattato direttamente Fatima Ali Raza per essere aggiornata dettagliatamente sulla situazione nelle aree colpite. La Presidente ha espresso la sua profonda solidarietà verso la popolazione afghana e ha dichiarato che l’organizzazione si mette a disposizione per qualsiasi tipo di aiuto necessario, coordinandosi con le autorità competenti e i partner umanitari internazionali per intensificare la risposta d’emergenza.
L’Osservatorio Internazionale per i Diritti Umani è accanto alla popolazione afghana non solo con il cuore, ma con la presenza concreta dei propri membri sul campo. In collaborazione con i gruppi di giovani volontari dell’Osservatorio e con la mia personale supervisione, stiamo fornendo aiuto immediato: assistenza umanitaria, supporto psicologico e distribuzione di beni di prima necessità.
Nonostante le difficoltà logistiche e l’instabilità che affligge il Paese – continua Fatima nel suo comunicato stampa – la nostra missione continua con determinazione. Ogni gesto di solidarietà, ogni contributo, ogni parola di sostegno può fare la differenza per chi ha perso tutto.
Chiediamo alla comunità internazionale, alle istituzioni e alle persone di buona volontà di unirsi a noi in questo sforzo umanitario.- Conclude Fatima. L’Afghanistan ha bisogno di vicinanza, di umanità, di speranza.

